Con riferimento agli articoli apparsi su "Il Piccolo" oggi e nei giorni scorsi, quale Presidente della ASPM ritengo necessario esporre alcune considerazioni, per obiettività e chiarezza dei fatti, sulla polemica risposta dell’amministratore della SMART Gas alle affermazioni del dr. Bortolussi, amministratore della Mar/Ter Spedizioni S.p.A., società leader nella logistica dei prodotti forestali e della cellulosa in particolare, uno dei maggiori protagonisti dei traffici del porto di Monfalcone.
Innanzitutto, relativamente al riferimento alla presunta generosità dell’Azienda Speciale nei confronti della Mar/Ter S.p.A., si rammenta che la Mar/Ter occupa buona parte delle aree di proprietà dell’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Gorizia, aree per le quali l’affidamento è avvenuto 2 anni fa con procedura ad evidenza pubblica, procedura assolutamente trasparente e verificabile in qualsivoglia momento, cui sono state invitate tutte le imprese portuali (Cetal S.r.l., Compagnia Portuale S.r.l., Midolini F.lli S.p.A. e Mar/Ter) autorizzate ex lege ad esercire il lavoro portuale. In porto, nel corso degli ultimi 25 anni una parte delle infrastrutture è stata realizzata direttamente dalla MarTer (attrezzature e capannoni) ed una parte (piazzali ed ancora capannoni) dalla stessa Azienda Speciale anche allo scopo di favorire prima e consolidare poi il traffico di cellulosa.
Non corrisponde quindi alla realtà dei fatti l’accusa che la MarTer S.p.A. abbia usufruito di benefici generosamente elargiti dal pubblico attraverso la ASPM, proprio alla luce dei milioni di euro di investimenti in attrezzature e capannoni che la Mar/Ter stessa ha effettuato in porto e nelle aree limitrofe negli anni.
Per l’uso di queste aree e delle infrastrutture di proprietà della ASPM la Mar/Ter paga canoni a valori di mercato e  tali da valorizzare e remunerare adeguatamente gli investimenti pubblici effettuati nel tempo dalla ASPM, che consentono una ulteriore e costante capacità di investimento nel tempo. Si tratta quindi di un esempio di sana gestione delle risorse pubbliche a sostegno proattivo di un’attività industriale importante ed utile per lo sviluppo del porto e che permette di sostenere la concorrenza con il porto di Livorno, soprattutto nel prossimo futuro con gli investimenti pubblici previsti con l’escavo del canale e con l’efficientamento ulteriore delle banchine.
La Mar/Ter è inoltre impegnata, in collaborazione con gli altri operatori del porto, nella promozione di ulteriori traffici portuali, offrendo al meglio parte delle proprie aree.  
Lo sfogo del dott. Bortolussi, in ordine ad un possibile trasferimento delle attività nel porto di Livorno, è una affermazione che evidentemente non condividiamo ma, poiché non ci sfuggono le logiche aziendali di efficienza, economicità e concorrenzialità e gli interessi in gioco, il ns. impegno è quello di impedire tale eventualità, che riguarda peraltro tutte le attività del porto, promuovendo utili iniziative in costante confronto con chi opera nel Porto stesso.
Tale sfogo però mi sembra più riferito alla proposta di ubicazione dell’approdo del terminal di rigassificazione nel porto di Monfalcone.
Il dr. Bortolussi non esprime una opinione isolata: la sua opinione, in rappresentanza di Assoterminal, quindi di tutti gli operatori portuali maggiori, è stata chiaramente espressa nel Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Porto e rappresenta l’opinione di tutti coloro che in Porto lavorano e che di porto quotidianamente vivono.
ASPM e gli operatori portuali hanno unanimemente affermato di sostenere l’iniziativa del Terminal LNG, ma al contempo hanno evidenziato come l’approdo delle gasiere nella posizione ora individuata dal progetto costituisca una forte limitazione, per non dire un grande ostacolo, all’attività commerciale del porto stesso, che deve invece permettere l’accessibilità alle banchine, evitando che un’attività specifica (lo sbarco/imbarco del gas naturale liquefatto) comporti delle servitù alla navigazione tali da ostacolare, ritardando l’arrivo o la partenza di altre navi, le altre attività portuali.
Tale posizione, quale espressione di parere esplicitamente richiesto dalla Regione, trova riscontro nella delibera dell’ultimo CDA della ASPM, delibera approvata da tutti i membri del CDA, a valle della discussione avvenuta con la partecipazione del Comitato Tecnico nel quale sono rappresentati tutti gli operatori portuali e le OO.SS.
E’ appena il caso di rimarcare che è dovere di un’azienda pubblica ben amministrata valorizzare i propri beni e preoccuparsi se le iniziative private in essere mettono in discussione o a rischio il patrimonio di proprietà pubblica e, nello specifico, del Porto di Monfalcone.
In conclusione: la legittima iniziativa di SMART Gas segua il suo iter procedurale come previsto dalla normativa vigente per l’ottenimento delle necessarie approvazioni, ma non si villaneggi e non si offenda costantemente coloro i quali esprimono il proprio parere critico, nel caso specifico senza contrarietà ma a difesa dei propri altrettanto legittimi interessi, in nome di un presunto ed asserito interesse più generale e superiore